Presentazione Percorso e Favoriti Tour of the Alps 2026
Il calendario ciclistico italiano prosegue con il Tour of the Alps 2026. La corsa conosciuta fino al 2016 come Giro del Trentino festeggia quest’anno il decimo anniversario dalla firma dell’accordo che ha portato all’attuale denominazione e all’allargamento del percorso anche ad Alto Adige e Tirolo austriaco, per garantire cinque tappe in linea di altissimo livello. Anche per questa edizione, la gara di categoria .Pro farà da antipasto al prossimo Giro d’Italia, accogliendo alcuni dei possibili protagonisti che saranno poi al via della Corsa Rosa (e non solo). Con tante salite impegnative e altrettante discese insidiose, da lunedì 20 a venerdì 24 aprile gli scalatori migliori si sfideranno per succedere nell’albo d’oro a Michael Storer, vincitore della scorsa edizione.
HASHTAG UFFICIALE: #TotA
Albo d’Oro recente Tour of the Alps / Giro del Trentino
2025 STORER Michael
2024 LÓPEZ Juan Pedro
2023 GEOGHEGAN HART Tao
2022 BARDET Romain
2021 YATES Simon
2020 Non disputato a causa della pandemia di Covid-19
2019 SIVAKOV Pavel
2018 PINOT Thibaut
2017 THOMAS Geraint
2016 LANDA Mikel
Percorso Tour of the Alps 2026
La corsa si aprirà con quella che, almeno sulla carta, è la più semplice delle cinque tappe in programma, che prenderà il via e si concluderà a Innsbruck e prevederà 1700 metri di dislivello in 144,3 chilometri. Di questi, i primi 25 saranno pianeggianti e vedranno i corridori pedalare lungo il fondovalle dell’Inn fino a Telfs, dove si entrerà in un circuito di 23,9 chilometri che dovrà essere ripetuto per due volte e sarà caratterizzato dalla salita di Mieminger Plateau (6,2 km al 3,7%). Al termine del secondo giro si tornerà verso Innsbruck, percorrendo a ritroso la strada fatta in precedenza, per raggiungere un secondo anello di 18,9 chilometri, anch’esso da ripetere due volte. Qui si dovrà affrontare il GPM di Götzens (4 km al 7%), in cima al quale non inizierà subito la discesa ma ci sarà un’ulteriore asperità, lo strappo di Axams, che nella seconda tornata sarà valido come sprint intermedio con abbuoni e verrà scollinato ai -21,9 dalla conclusione. Da qui al rettilineo finale della Rennweg, che ospitò l’arrivo dei Mondiali 2018, il percorso sarà per lo più pianeggiante, proponendo solo qualche lieve ondulazione e un breve dentello che potrebbe invogliare qualche attacco dato che sarà posto a circa 4000 metri dal traguardo, dove a giocarsi la vittoria potrebbe essere un gruppo abbastanza selezionato.
Il giorno seguente si ripartirà nuovamente dall’Austria, precisamente da Telfs, per andare ad affrontare l’unico arrivo in salita di questa edizione, quello di Martell/Val Martello, al termine dei 147,5 chilometri in programma. Dopo una ventina di chilometri pianeggianti e un primo tratto di salita verso Arzl im Pitztal, si inizierà a scalare il GPM vero e proprio di Piller Höhe (9,2 km al 6%), seguito da una veloce discesa e da un falsopiano di circa 25 chilometri che porterà ai piedi della lunga ascesa del Passo Resia (15,8 km al 3,4%), attraverso il quale la carovana entrerà in Italia. Giunti in vetta, che sarà posta ai -57,7 dalla conclusione, si resterà in quota per qualche chilometro prima di tuffarsi nel fondovalle della Val Venosta su strada per lo più discendente, a eccezione di un tratto pianeggiante tra Sluderno e Lasa. A 7000 metri dall’arrivo si transiterà dal traguardo volante con abbuoni di Coldrano e, subito dopo, inizierà la salita finale, lunga 6,3 chilometri e con una pendenza media del 7,9% che consentirà sicuramente agli scalatori più forti di fare selezione. L’ascesa terminerà a 600 metri dal traguardo, dove un breve tratto in contropendenza e un ultimo strappo porteranno fino alla linea d’arrivo.
La difficoltà aumenterà ulteriormente con la terza frazione, la più lunga di questa edizione con i suoi 174,5 chilometri da Latsch/Laces ad Arco, che proporrà 3600 metri di dislivello e non darà quasi un attimo di respiro ai corridori. I primi 25 chilometri saranno sostanzialmente in discesa (prima più lieve e poi più marcata), conclusa la quale inizierà la lunga salita del Passo Castrin, ascesa di 22,2 chilometri (al 5,7%) spezzata in due da un tratto in contropendenza. Superato il GPM, il percorso si tufferà in discesa verso la Val di Non, affrontando poi un paio di saliscendi prima e dopo il passaggio da Cles che anticiperanno il secondo e ultimo GPM di giornata, quello di Andalo (14,4 km al 5,4%), scollinato a 65 chilometri dalla conclusione. Le difficoltà altimetriche non saranno però finite: dopo una lunga e irregolare discesa che si concluderà a Ponte Arche, la strada riprenderà a salire verso il Passo del Ballino, per poi ridiscendere al Lago di Tenno ed entrare in un breve circuito comprendente lo strappo di Tenno. In cima ci sarà un traguardo volante che assegnerà abbuoni e mancheranno 15,9 chilometri all’arrivo, poco più di nove dei quali di discesa e gli ultimi sei pianeggianti.
Copione simile per quel che riguarda la quarta tappa, che sfiorerà i 4000 metri di dislivello e proporrà un continuo saliscendi nei 167,8 chilometri da Arco a Trento. Dopo soli 8000 metri dalla partenza inizierà il GPM del Passo Bordala, che con i suoi 14,8 chilometri al 6,9% rappresenterà già un bel riscaldamento, seguito da una veloce discesa verso la valle dell’Adige da cui poi si tornerà subito a salire verso Vigolo Vattaro. Una breve e tortuosa discesa porterà poi in Valsugana e ai piedi del Passo Redebus (12,9 km al 6,8%), scollinato il quale si entrerà nella seconda metà del percorso e, dopo una breve discesa, in un circuito di 37 chilometri caratterizzato da strada abbastanza irregolare, dove si incontreranno tratti in discesa, in falsopiano e brevi strappi. Di questi, il più impegnativo sarà quello di Brusago, che avrà i primi tre chilometri costantemente in doppia cifra, superato il quale una discesa porterà i corridori a uscire dall’anello per puntare verso il traguardo e gli ultimi 25 nervosi chilometri. Nel finale si dovranno infatti affrontare lo strappo di Sant’Agnese e, dopo una discesa interrotta da un altro breve dentello, quello di Povo, in cima al quale sarà posto lo sprint intermedio con abbuoni e mancheranno solo 9600 metri all’arrivo, rappresentando così un perfetto trampolino di lancio per un attacco vincente.
Come da tradizione, la gara si concluderà con una frazione breve ma piuttosto impegnativa, che vedrà i corridori affrontare 128,6 chilometri da Trento a Bolzano. Dopo appena 5000 metri dal via la strada inizierà a salire verso Palù di Giovo, ma in seguito si tornerà nel fondovalle e si dovranno percorrere una trentina di chilometri pianeggianti lungo la Strada del Vino che porteranno ai piedi del GPM di Alta di Caldaro (4,4 km al 6,6%). Seguiranno una discesa, un breve strappo verso San Paolo e un tratto pianeggiante che condurrà al primo passaggio sulla linea d’arrivo, ai -49,5 dalla conclusione, poco dopo il quale un tratto di salita di 3500 metri immetterà nel circuito di 19 chilometri che caratterizzerà il finale. Questi si aprirà subito con l’ascesa di Montoppio (9,2 km al 6,2%), in cima alla quale ci saranno tre chilometri di saliscendi tortuosi seguiti da una breve discesa che porterà a scalare per la seconda volta la salita, transitando anche dallo sprint intermedio con abbuoni di Cologna di Sopra. Gli ultimi dodici chilometri saranno una rapida picchiata verso il traguardo, dove verrà incoronato il vincitore finale del Tour of the Alps 2026.
Tappe Tour of the Alps 2026
Tappa 1 (20/04): Innsbruck – Innsbruck (144,3 km)
Tappa 2 (21/04): Telfs – Martell/Val Martello (147,5 km)
Tappa 3 (22/04): Latsch/Laces – Arco (174,5 km)
Tappa 4 (23/04): Arco – Trento (167,8 km)
Tappa 5 (24/04): Trento – Bozen/Bolzano (128,6 km)
Favoriti Tour of the Alps 2026
I corridori più portati per le salite sono decisamente i più quotati per la vittoria finale. Primo fra tutti Giulio Pellizzari (Reb Bull-Bora-hansgrohe). Il corridore marchigiano ha già avuto diverse occasioni per mettersi in mostra, a partire dalla Volta a la Comunitat Valenciana fino alla Tirreno-Adriatico. In questa occasione, il classe 2003 troverà terreno adatto alle sue caratteristiche e potrà anche rifinire la preparazione in vista del Giro d’Italia. Già ottavo due anni fa alla corsa a tappe italo-austriaca, il giovane scalatore ha fatto da allora grandi progressi che lasciano ben sperare in ottica di graduatoria finale. Attenzione anche ad Aleksandr Vlasov, compagno di squadra di Pellizzari e corridore capace di esprimersi al meglio su percorsi di questo tipo. Il russo potrebbe rivelarsi una pedina fondamentale per supportare il suo capitano ma anche per inseguire un risultato in prima persona nel caso in cui la situazione lo consentisse. Infine, ancora in casa Red Bull – Bora – hansgrohe, un occhio a Lorenzo Finn che verosimilmente lavorerà per il connazionale, ma non è escluso che possa ritagliarsi qualche occasione per emergere.
Altro corridore da tenere in considerazione è Michael Storer (Tudor Pro Cycling), vincitore dello scorso anno oltre che secondo nel 2022 e settimo nel 2024. L’australiano, classe 1997, si presenta al via anche quest’anno dopo aver dimostrato una speciale affinità con la corsa italo-austriaca, e, per questo, con l’obiettivo di ottenere un secondo successo. Salite dure e strappi sono il palcoscenico ideale di uno come Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling). Il corridore britannico quest’anno ha già saputo sorprendere più volte con prestazioni di altissimo livello come la vittoria alla Milano – Torino e, soprattutto, il secondo posto alla Milano-Sanremo; tuttavia, considerata la sua condizione fisica è lecito riservare qualche dubbio. La caduta alla Volta a Catalunya gli ha provocato un brutto infortunio al ginocchio che lo ha costretto a fermarsi. Il Tour of the Alps rappresenterà per lui un banco di prova al fine di testare la condizione in vista dei prossimi appuntamenti. Se il suo stato di forma lo consentirà, il classe 1999 rappresenterà un avversario scomodo per il resto del gruppo.
Punta della Lidl – Trek sarà Derek Gee. Il canadese è diventato un validissimo punto di riferimento per la classifica e, in questo contesto, potrà ambire a un risultato di prestigio con tutta la squadra a sua disposizione. Da non dimenticare anche il suo compagno di squadra Lennard Kämna, tedesco classe 1996, adatto a tracciati di questo tipo e potenzialmente capace di giocarsi le proprie carte in prima persona, soprattutto andando alla ricerca di successi parziali. In casa Ineos Grenadiers le speranze per la classifica generale sono rivolte a Thymen Arensman, secondo lo scorso anno. Il neerlandese nel 2025 ha mostrato un ottimo stato di forma che gli ha consentito di raccogliere risultati pesanti. Anche in questa occasione potrà ambire a un buon risultato e sfruttare le salite della corsa come test in vista del Giro d’Italia. Per la formazione britannica, all’esordio stagionale, ci sarà anche il colombiano Egan Bernal, fermo finora a causa di alcuni problemi fisici, che testerà la gamba dopo tanti mesi fuori dalle competizioni.
Da tenere in considerazione anche il giovane Jakob Omrzel (Bahrain – Victorious), classe 2006, che necessita ancora di accumulare esperienza ma occasioni come queste, in corse a lui particolarmente adatte, rappresentano sia validissime possibilità di crescita ma anche terreno favorevole per emergere. Per la Jayco AlUla sarà invece Ben O’Connor l’uomo di riferimento. L’australiano non ha mostrato in questa stagione particolare guizzi ma potrebbe comunque ambire a qualcosa di importante nel caso in cui la condizione glielo dovesse consentire.
Tra coloro che possono puntare a un buon risultato è da citare anche Jefferson Alexander Cepeda (EF Education-EasyPost), spesso protagonista nelle brevi corse a tappe con tanta montagna. Per le loro squadre potrebbero rappresentare valide alternative Paul Double (Team Jayco AlUla), Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling), giovane francese classe 2003, che potrebbe cogliere qui l’occasione di far bene. Per la Pinarello Q36.5 Pro Cycling, valide alternative sono rappresentate da Chris Harper e Mark Donovan, possibili protagonisti anche in ottica di successi di tappa. Potrebbero aver occasione di fare bene anche l’italiano Luca Covili (Bardiani-CSF 7 Saber) e Colin Stüssi (Team Vorarlberg), scalatore che potrebbe trovare occasioni favorevoli per emergere.
Borsino dei Favoriti Tour of the Alps 2026
***** Giulio Pellizzari
**** Tom Pidcock, Michael Storer
*** Thymen Arensman, Derek Gee, Ben O’Connor
** Egan Bernal, Paul Double, Mathys Rondel, Aleksandr Vlasov
* Jefferson Cepeda, Mark Donovan, Chris Harper, Lennard Kämna, Jakob Omrzel
Cacciatori di tappe Tour of the Alps 2026
Le diverse frazioni offriranno terreno ideale agli scalatori. L’assenza di tappe per velocisti nella corsa italo-austriaca apre la porta a scenari vari, tra attacchi da lontano e azioni da finisseur. I nomi da seguire saranno Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), Mattia Gaffuri (Picnic PostNL), Saen Quinn (EF Education-EasyPost), Alessandro Verre (MBH Bank CSB Telecom Fort ), Davide e Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Tommaso Nencini (Solution Tech-NIPPO Rali), Nicolò Garibbo e Simone Raccani (Team UKYO).
Punti UCI Tour of the Alps 2026
| POSIZIONE CLASSIFICA FINALE | PUNTI UCI | POSIZIONE TAPPA SINGOLA | PUNTI UCI |
| 1 | 250 | 1 | 25 |
| 2 | 170 | 2 | 15 |
| 3 | 140 | 3 | 10 |
| 4 | 120 | 4 | 5 |
| 5 | 100 | 5 | 3 |
| 6 | 80 | ||
| 7 | 70 | ||
| 8 | 60 | ||
| 9 | 50 | ||
| 10 | 40 | ||
| 11 | 30 | ||
| 12 | 20 | ||
| 13 | 10 | ||
| 14 | 10 | ||
| 15 | 10 | ||
| 16-25 | 6 | ||
| 26-40 | 3 |
Altimetrie e Planimetrie Tour of the Alps 2026
Tappa 1 (20/04): Innsbruck – Innsbruck (144,3 km)
Tappa 2 (21/04): Telfs – Martell/Val Martello (147,5 km)
Tappa 3 (22/04): Latsch/Laces – Arco (174,5 km)
Tappa 4 (23/04): Arco – Trento (167,8 km)
Tappa 5 (24/04): Trento – Bozen/Bolzano (128,6 km)
| Crea la tua Fantasquadra per il Tour de France 2026: montepremi minimo di 8.500€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










